…il giorno del ricordo!
”Mio padre, la mia famiglia, il mio paese! Io voglio fottermene! Io voglio scrivere che la mafia è una montagna di merda! Io voglio urlare che mio padre è un leccaculo! Noi ci dobbiamo ribellare. Prima che sia troppo tardi! Prima di abituarci alle loro facce! Prima di non accorgerci più di niente!’‘
Con queste parole nel film “ I 100 passi” abbiamo conosciuto Peppino Impastato, ucciso dalla mafia nella notte tra l’8 e il 9 Maggio nel 1978 a Cinisi, la sua città.
Peppino ha il merito di aver guardato negli occhi la mafia e di averla sfidata. Ha avuto il merito di aver denunciato, facendo nome e cognome, politici e mafiosi. Ha il merito di aver detto no all’infamità del sistema mafia, alle ingiustizie, ai morti ammazzati, all’omertà.
Lo fecero a pezzi. L’imbottirono di tritolo e lo fecero saltare in aria sui binari della ferrovia di Cinisi.
Per quell’omicidio, nonostante per anni si è cercato di infangare il suo nome, fu condannato Tano Badalamenti, personaggio di spicco della mafia di quegli anni. Fu lui il mandante e gli esecutori hanno il nome di Franco Di Trapani e Nino Badalamenti, morti entrambi (ndr).
La notizia della sua morte giunse in contemporanea al ritrovamento del cadavere di Aldo Moro. Per questo Peppino Impastato è stato messo ai margini delle pagine di storia, come una nota negativa…una piccola nota negativa. Niente di più.
Peppino è un eroe. Pochi hanno avuto il coraggio di denunciare, di guardare la mafia negli occhi e urlargli: TU NON VALI NIENTE!
Questa è la storia di Peppino, nato in una famiglia di mafiosi e vissuto a combattere la mafia fino ad essere lui stesso vittima di essa!
Per chi vuole conoscere più approfonditamente la storia di Peppino può farlo visitando il sito internet a lui dedicato: http://www.peppinoimpastato.com/



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