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…la truffa dell’alta velocità!

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Mi trovo tra le mani un documento redatto dall’Ing. Ivan Cicconi , uno dei maggiori esperti di infrastrutture e opere pubbliche nel nostro paese, che denuncia apertamente l’abnorme spreco di denaro pubblico usato per la costruzione ( per altro ancora non ultimata ) della linea ferroviaria ad alta velocità..
La differenza di costo con gli altri paesi come la Spagna, Francia o Giappone è abissale: i prezzi sono aumentati del 500% rispetto ai costi previsti nel 1991 quando lo Stato rilasciava a TAV Spa una concessione per progettare e costruire le arterie che avrebbero permesso la percorrenza a tempi di record tra alcune città italiane ( Roma -Napoli; Torino-Novara; Firenze-Roma ) In quell’anno, le stime parlavano di un costo a Km di circa 9 milioni di euro, assolutamente in linea con i gli altri paesi europei, mentre adesso si parla addirittura di un costo a Km superiore a 66 milioni di euro.
Riuscire a spiegare come sia lievitato il costo di costruzione di quest’opera è certamente complicato, si rischia di entrare dentro a complicati interessi e incomprensibili manovre economiche. Ovviamente da italiano, cerco di capire il perché di tutto questo, cerco di sapere quali forze sono entrate in gioco per far lievitare il prezzo da 9 milioni a più di 66 milioni di euro.

Cerchiamo di ricostruire la vicenda dall’inizio:
Nel 1991 viene costituita la TAV ( al 60% con capitale privato ) e le FS entrano come soci di minoranza. Queste ultime affidano alla TAV la concessione e lo sfruttamento delle linea e a sua volta affida alle FS la gestione della realizzazione di queste linee e il successivo utilizzo.
Questo è solo l’inizio però.
La società FS, in qualità di Gestore Tecnico riaffida nuovamente i lavori alla TAV che li subappalta a tre general contractors, FIAT, ENI, IRI.
Eni e Iri si defilano ed entra in gioco Romiti e soci che subaffitta il progetto a Fiat Engineering e incarica una sua controllata, la Cogefar – Impresit, di costituire due consorzi per la costruzione delle linee.
Altre aziende private nel frattempo sono entrate ed uscite contribuendo a creare caos e innalzamento dei prezzi.
In più progetti sbagliati, tratte create, distrutte e rifatte, interi paesaggi naturali cancellati dalla faccia della terra.
Questo è in grandi linee quello che è successo del 1991 in poi.
In realtà, la TAV Spa non ha mai avuto i soldi necessari per finanziare tale opera e ha attivato prestiti che erano comunque garantiti dallo Stato italiano creando nel corso degli anni un debito pubblico spaventoso.
Per essere precisi, i soldi sono si dei pochi privati in gioco, ma la restituzione degli interessi spetta solo ed esclusivamente allo Stato, il pagamento degli interessi verrà messo a bilancio, ma la restituzione del capitale no, verranno attivati tra una quindicina di anni, praticamente addossati alle generazioni future.
Con la finanziaria del 2007 infatti, lo Stato ha ufficialmente inserito nel debito pubblico circa 13 miliardi di euro relativo ai debiti accumulati negli anni precedenti.

L’architettura dei contratti è alquanto complicata e spiega a grandi linee come mai si è avuto un aumento considerevole del prezzo. Come si è potuto constatare, la Tav affida a privati l’intera progettazione esecutiva delle tratte, quest’ultimi sono retribuiti al 100% dal committente ( TAV ) che è controllata da FS che a sua volta ha come socio unico lo Stato, quindi un concessionario-committente-esecutore privato che ha tutto l’interesse a fare aumentare i costi ponendo poca attenzione alla qualità.

La tabella seguente ci darà un’idea ancor più chiara sull’enorme differenza con gli altri paesi europei, in questo caso Spagna e Francia:

Schermata

è da notare che i costi relativi all’Italia sono riferiti esclusivamente alle tratte; mancano i costi dei nodi, quelle delle infrastrutture aeree e gli interessi intercalari del capitale di debito.

La conclusione è alquanto ovvia, se le cose andassero fatte come si dovrebbero fare sicuramente il sistema funzionerebbe meglio, evitando interessi personali ( utopia ) si potrebbe contribuire a rendere davvero migliore, funzionale il nostro paese. Se non ci si infilasse in dubbi giochi di favore, incomprensibili manovre finanziarie per cercare di tappare qualche falla, se tutto fosse fatto senza doppi fini , senza ingannare nessuno, sicuramente ci sarebbe più fiducia da parte del cittadino comune nei confronti delle istituzioni che, come ripeto sempre, dovrebbero vigilare punendo severamente chi truffa.
Tutto ciò lo vedo impossibile, questo è un circuito chiuso dove istituzioni e delinquenti lavorano a braccetto, e di fronte ad un’evidente truffa come la TAV, tutti chiudono gli occhi e bagnano le mani nell’oro.

Questo articolo non ha certamente la pretesa di chiarire il complicato intreccio che esiste in una vicenda così osannata dai media e che in realtà nasconde molti nei, alzando parecchi interrogativi sulla sua trasparenza. Spetta ad altri sbrogliare questi fili, spetta ad altri spiegarmi/ci perchè noi italiani dobbiamo sempre pagare per pochi loschi personaggi che pensano solo ad accumulare capitale e uccidono l’Italia.

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