…vita dura per i crocifissi!

La corte europea dei diritti dell’uomo ha stabilito che “la presenza dei crocifissi nelle aule scolastiche è “una violazione della libertà dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni e della libertà di religione degli alunni“.
Questa decisione ha creato inevitabilmente molti mugugni sia in Italia che ovviamente in Vaticano.
Personalmente trovo la sentenza più che positiva, checché se ne dica, resto ancora della convinzione che l’Italia sia e deve essere uno stato laico, per rispetto della costituzione e per rispetto di quella parte della popolazione che non è di nessuna religione o professa religioni diverse.
Sono d’accordo quando si dice che l’Italia è per la maggior parte cattolica, ma non per questo, deve essere imposta con simboli e quant’altro in istituzioni pubbliche. Il pubblico è una cosa, il privato è un’altra.
Per questo, non vedo alcun motivo per indignarsi, certo, lo può fare il Vaticano che, avendo dimenticato da più di duemila anni il vero ruolo che deve avere, vede la sentenza come un vero e proprio attacco al suo potere temporale e ovviamente alla sua convinzione che gli si debba tutto.
Accade in Italia, paese storicamente sottomesso alla volontà bigotta e clericale, dove il volere di un piccolo stato, controlla quello legittimo che lo ospita.
Non dobbiamo indignarci perciò se un organo fuori dallo Stato italiano, pronuncia delle sentenze che ricordiamolo: non vanno contro lo Stato in questione ma a favore della sua stessa costituzione.
Quindi:
1) L’Italia è uno Stato laico? Si lo è assolutamente, o almeno, la sua costituzione ne garantisce la laicità indipendentemente da chi lo governa, che ovviamente stipula con il Vaticano trattati e privilegi che nemmeno immaginiamo.
2) Il crocifisso deve essere tolto da tutti i luoghi pubblici? Non necessariamente, ma a mio modestissimo parere, sarebbe meglio, perché se il mio paese è uno stato laico, quindi neutrale, non dovrebbe impormi alcun simbolo religioso, soprattutto in una fascia d’età sensibile come quella dei bambini.
3) Chi ci perde in tutto questo? Ovviamente il Vaticano, inutile starvi a spiegare il perché. Provate ad immaginarlo voi stessi.
4) Lo Stato Italiano fa bene a far ricorso? Assolutamente no, primo perché avrebbe dovuto lui stesso pro
nunciarsi a favore della laicità e per ovvi motivi non lo ha fatto. Due perché ne andrebbe di mezzo la democrazia stessa.
5) Possibile che si dia così tanta importanza ad un simbolo? Evidentemente si, il Vaticano ha bisogno di quel simbolo per affermarsi, per dire che lui c’è…qui non parliamo di fede religiosa, io posso essere religioso anche non dando importanza a due pezzi di legno incrociati. Se la croce svanisce quando ci perderebbe in legittimità il Vaticano?
6) La decisione è stata presa a livello europeo. Significa che altri stati non accettano di essere le marionette del Vaticano? La risposta si dà da sola!
7) Evidenzio un celebre pensiero di Camillo Benso Conte di Cavour: Stato e Chiesa sono due istituzioni distinte che devono rimanere assolutamente separati. La chiesa deve occuparsi della religione, delle coscienze e dello spirito e non del governo e delle cose terrene. Lo Stato deve governare senza occuparsi di questioni religiose e garantire a chiunque la libertà di professare ( quindi non imporre ) la propria fede ( o anche, non averne alcuna ).
Focalizziamo l’attenzione sul punto 7. Ragionandoci su, vedremo che effettivamente non è così, lo Stato Italiano è praticamente succube del Vaticano e questo non gli permette di governare come dovrebbe. Ci deve essere per forza una decisione europea a tirarci le orecchie?








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