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Archivio per la categoria ‘poesie’

…gli altri!

Giugno 4, 2009 matarrelli 5 commenti

Scritta da Marco Matarrelli

480232270_f36ae32a40Gli altri non sapranno mai chi sei veramente,
dei sogni che rincorri con tutto te stesso,
di quelli che hai visto svanire nel nulla.
Gli altri non sapranno mai il perché delle tue lacrime,
il perché dei tuoi sorrisi,
diranno che sei strano quando ti rinchiuderai in te stesso
e non capiranno quando sarai allegro.
Gli altri non sapranno mai delle tue guerre,
di tutte le volte che cadi per terra schiacciato dal peso della vita,
e di tutte le volte che ti rialzi e sei nuovamente pronto allo scontro.
Non capiranno i tuoi silenzi e li giudicheranno,
non vedranno mai i tuoi sospiri,
non sapranno mai delle tue delusioni,
di tutte le volte che sei stato tradito,
di tutte le volte che qualcuno ti ha voltato le spalle.

Gli altri non sapranno mai di quando hai combattuto per quello che credevi,
per un tuo ideale,
di quanto hai combattuto per tenere in vita un sentimento,
di quanto in quel sentimento ci hai creduto.
Non ti capiranno quando parlerai di voi,
di tutte le volte che ti assenti per sentirla,
delle paranoie che ti fai ogni volta che litigate.
Non sapranno di tutte le volte che hai aspettato inutilmente una sua chiamata,
delle lacrime versate nel cuore della notte perché nessuno ti vedesse.
Non sapranno di quando le hai implorato di non andare via,
di non lasciarti solo,
di non gettare tutto all’aria per un errore.

Ti giudicheranno non sapendo,
quando ogni volta che diranno di lasciar perdere tutto
tu continuerai a rispondere di no.
Gli altri saranno sempre li, col dito puntato ad ogni cosa che farai,
ad ogni cosa che dirai,
credendo di sapere tutto di te.

Diranno che sei un fallito,
che non hai le palle di affrontare la vita.
Diranno che i tuoi sogni sono stupidi,
che le tue guerre inutili,
che le tue parole sono fuori luogo.
Cercheranno di annullarti sempre e comunque,
ma tu non cedere,
perché quello che ti rende unico è la tua diversità,
quello che ti rende libero è la strada che ogni giorno scegli di percorrere,
e non importa se tutti andranno nella direzione opposta alla tua,
tu continua a camminare.

Categories: poesie

…il canto di un clochard

Marzo 6, 2008 matarrelli 3 commenti

Il mio letto è una fila di sedie nella sala d’aspetto della stazione centrale.
Mi chiedi se sono scomode?
In effetti non sono morbidissime, il posto non è il grande Hotel, ma non mi lamento.
Ho tutti i comfort: fresca d’estate, calda d’inverno e non devo pagar nulla!
Quelli come te mi guardano e fingono di provare compassione.
- Poverino!- dicono, – Chissà quante pene dovrà passare!-.
Poi…poi storcono il naso appena mi sentono russare. Non li vedo, ma l’immagino!
Il mio russare però non è fastidioso.
È di compagnia. È una sinfonia di violini accompagnati da grancassa.
Tanta gente paga per sentire questi ” concerti”, mentre io mi esibisco sempre gratis!
Solo per un pubblico raffinato però!
Mi avete affibbiato l’etichetta di ” diverso”, di “poco affidabile”…di “fallito”.
Ma io non valgo meno di te e di tutti gli altri.
Volete ficcarvelo in quella testa bacata?
Sono stato sfortunato.
Non mi sono inserito come si deve nella “società perbene”.
Vivo dall’altra parte. Sono l’escluso…il pattume!
Società malata. Così la chiamo io: MALATA!
Spendete…spendete….e spendete! Così vi dicono e così fate!
Ho fatto così anche io.
Spendevo per essere “in” e mi sono ritrovato ad essere “out”.
Ci sono giorni in cui vorrei riprendere la mia vita. Afferrarla con forza e non lasciarla andare più.
Giorni adatti a radunare tutte le mie forze e avanzare contro tutto e contro tutti.
Poi mi fermo, come se qualcosa mi bloccasse, come se non avessi mai avuto una vita, come se avessi vissuto dentro una farsa.
E allora, giorni come questo sono adatti per spararsi un colpo in testa, per farla finita…
Perché se ci sono o meno non fa differenza. Perché almeno smetto d’illudermi.
Perché tanto niente potrà mai cambiare.
Perché non ho la forza di cambiare le cose.
Osservo allo specchio questi occhi rassegnati, questo volto scavato, quest’anima imprigionata dentro un corpo sbagliato.
L’osservo…e resto in silenzio. perché tanto è inutile parlare.
Cosa potrei mai dirmi? Cosa potrei mai nascondermi?
Sai…avrei voluto una moglie.
Mi sarebbe piaciuto alzarmi prima tutte le mattine per prepararle la colazione.
Magari una volta ogni tanto portarla a cena fuori.
In uno di quei locali di classe…o al cinema.
Io non ci sono mai stato…non mi ci fanno entrare!
Una vita normale, chiedo troppo?
Non sogno l’impossibile, anche se non avendo proprio nulla, potrei sognare anche qualcosa di più.
Mi accontento della normalità, che per me è già un lusso!
Non sono una bestia…come alcuni di voi sono portati a pensare.
Picchiato. Umiliato. Deriso. Scansato.
Sono un uomo!
Guardo il cielo anch’io. Provo dei sentimenti.
Canto anch’io quando sono contento…sorrido quando un bambino mi sorride.
Sospiro per le donne e le desidero anch’io…ma cosa posso offrirle?
Il mio corpo non merita il loro sguardo,la mia gentilezza è irritante per il “gentil sesso”.
Così, scivolo nel mio mondo…e mi accuccio dietro una lacrima.

Categories: poesie

…irene

immagine:cronacaeattualita.blogosfere.it
9°classificata al concorso di poesia: Termopili d’Italia 2006

Irene ha tra le mani una bottiglia di Cointreau.
È sola nella sua stanza. Ultimo rifugio di una vita che sta per andare.
Il liquore brucia, ma per lei è solo un sollievo.
Dalle casse di uno stereo un dimenticato Kurt urla tutto il suo dolore.
Irene non ce la fa più.
Picchiata.
Violentata.
Umiliata.
Una vita distrutta da chi invece avrebbe dovuto difenderla: SUO PADRE!
Stanca di nascondere agli altri.
Stanca di soffrire per gli altri.
Irene fissa un coltello… e pensa.
Pensa a quello che sarebbe dovuto essere.
Pensa a quello che non sarà più.
Ai sorrisi di chi le ha voluto bene.
Ad un mondo migliore che esiste solo nei sogni.
Pensa a tutto quello che ha perso.
Al dolore così forte che ha provato.
Alle volte che lui è tornato ubriaco a l’ha violentata.
Pensa ai lamenti.
A quelle notti interminabili.
A quella paura ogni volta che lui la guardava.
Le lacrime le bagnano il viso ancora acerbo.
Le assapora con avidità.
Le ha nutrite con il dolore ed ora le lascia libere di andare.
Il tempo non ha cancellato i problemi.
Gli ha solo amplificati.
Sempre di più!
Sempre più enormi.
Ora è sola.
Gli amici l’ hanno abbandonata.
Non ha più sogni.
Non ha più speranze.
Non ha più certezze.
Le tremano le mani.
Non è paura! È solo stanca.
Tremano più forte.
Ancora di più.
Ora Irene ha paura.
Ha deciso!
Deve andarsene.
Forse, nessuno si accorgerà della sua assenza.
Domani, sarà un giorno normale.
” Si è ammazzata Irene” diranno.
” Era impazzita!”.
Non è impazzita.
È solo stanca.
Ha bisogno di aiuto.
È sola!
Taglia le vene e aspetta…
Appoggia a fatica la testa sul letto…
L’oscuro che lentamente l’avvolge per lei è solo luce che la libera.
Si morde le labbra come per soffocare le urla della sua anima.
Perché?
Perché ha dovuto ricorrere a questo?
Perché va via senza sapersi dare una risposta?
E quale potrebbe essere la sua risposta?
Alcune volte le cose accadono perché devono accadere.
Non si può trovare un senso…non ne hanno!
Accadono e basta!

Categories: poesie

…anna

Febbraio 27, 2008 matarrelli 1 commento

Anna è da sola che piange…

Lo sguardo fisso nel vuoto,

la porta via…lontano da lì.

Le botte bruciano, ma per il suo uomo

sono solo piacevoli carezze.

Le preghiere non servono,

lui non ascolta.

Pensa ad un amore

Che ormai è andato via da quella casa.

Anna ha paura della vita,

non deve pensare.

Non deve parlare.

Non può uscire.

Anna è solo un oggetto…

Anna è solo una donna!
Accarezza una vecchia foto e sorride,

come se niente fosse cambiato.

Come se lui, non l’avesse mai picchiata.

Come se lui, non l’avesse mai umiliata.

Anna è stanca!

Appoggia a fatica il corpo sul letto!

Lui non c’è accanto.

Asciuga le ultime lacrime.

La sua festa è passata.

Domani, sarà un altro giorno.

Categories: poesie

…apri gli occhi

Febbraio 27, 2008 matarrelli Lascia un commento

 

Camminavamo insieme, mano nella mano.

Gli sguardi degli altri ci accompagnavano su un lungomare in festa e affollato.

Le luci delle bancarelle illuminavano il tuo volto, rendendolo ancora più bello.

Poi, improvvisamente uno sparo!

Delle urla.

Tu che ti accasci rovinosamente a terra.

Il cemento, inizia a bere il tuo sangue a sorsi.

  • Ho paura!- la tua voce trema.

  • Non preoccuparti amore, andrà tutto bene… ci sono qui io.-

 

Il proiettile ti ha trapassata.

Sei stata un errore; al posto sbagliato nel momento sbagliato.

Non dovevi essere tu a cadere!

La morte non ti aspettava…

Ora invece è qui, affascinata dalla tua bellezza.

Aspetta paziente sulla sedia di fronte a questo letto, per portarti via.

 

Apri gli occhi! Non cedere alle sue lusinghe…

Ti prego!

 

Ti tengo la mano, ti resto vicino amore mio. Non ti lascerò un secondo da sola.

Ti ho promesso che mai nessuno ti avrebbe fatto del male e quanto eri bella quando mi accarezzavi la guancia e dicevi:

Lo so! Finché ho te, nessuno può farmi del male!”

Non ho mantenuto la promessa!

Ora sei qui, su questo letto con una macchina che ti tiene in vita…

Mentre la morte inizia ad intonare il suo canto avvicinandosi sempre più alla tua anima.

Apri gli occhi, ti prego!

Ricordi quando parlavamo del nostro futuro?

Finalmente senza più paura della vita, perché insieme eravamo pronti a batterci contro il mondo. Noi contro il mondo! e ci sentivamo invincibili.

Ne abbiamo passate tante insieme e non ostante tutto, mi bastava sapere che eri lì con me a proteggermi con le tue ali, angelo mio… resta qui!, non volare via!

Dobbiamo fare tante cose insieme…

Talmente tante che una vita non può bastare.

Fammi sprofondare ancora nei tuoi occhi.

Come quando ci amavamo in quella vecchia Fiat Punto e quel brivido che ti correva lungo il corpo faceva tremare la mia anima.

Voglio sentire ancora i tuoi sospiri… i tuoi baci…

Voglio vedere ancora quei vetri appannati e tu che ogni volta ci scrivevi il tuo nome vicino al mio.

Mi manchi amore…

Posso parlarti per giorni e non sarò mai stanco, perché spero che le mie parole possano servirti a ritornare…

Lo spero!

Lo voglio!

La vita si è fermata nell’istante in cui il proiettile ha squarciato i nostri sogni; per me, ormai la vita, è un orologio scarico, con gli ingranaggi rotti…

ed ha fermato lo scorrere del tempo; aspetta.

Il nostro bambino…non ce l’ha fatta.

Quanto lo abbiamo desiderato! Quanto lo abbiamo amato ancora prima di conoscerlo. Volevamo il meglio per lui: dargli tutto quello che noi non abbiamo mai avuto.

Sei stata mamma per sette mesi. Attenta, irresistibilmente bella, non ostante dicessi che quel pancione ti faceva assomigliare ad una balena.

Sei stata una mamma fantastica ed io, un padre fortunato.

Per sette mesi…

Aspettavamo che lui nascesse e poi ci saremmo sposati.

Tu volevi che lui fosse presente e che guardasse mamma e papà giurarsi amore eterno.

 

Hai le labbra fredde amore mio, stai andando via vero?

Ti prego non lo fare! Non lasciarmi da solo!

Apri gli occhi, è dura lo so, ma inizieremo da capo.

Sorridimi ti prego! Fallo come la prima volta che ti ho vista.

Parlami, riempi il mio ascolto con le tue parole.

Abbracciami, stringimi a te…ritorna da me!

Ma ecco, è giunta la morte.

Ti prende per mano…

vedo mentre vai verso lei;

ti vedo sorridere…ti vedo sorridermi.

Signora morte, io ti imploro!, prendi me per mano; lascia questo angelo a riempire di luce una terra piena di buio.

Non meriti il suo sorriso; non meriti di portarla via…non meriti il suo calore!

Amore mio, sei così bella che anche il cielo vuole averti tutta per sé:

per donare la tua luce alle sue stelle!

Adesso la macchina non dà più segni di vita… i tuoi.

Mi hai lasciato amore mio.

Fai buon viaggio.

Morte, abbi cura di lei, perché tu oggi le hai preso la vita, ma lei, con il suo sguardo, l’ha sempre donata a chi le stava intorno!

Categories: poesie

…vorrei

Febbraio 27, 2008 matarrelli Lascia un commento

vorrei imparar ad odiare,

così smetterei di versar lacrime!

Tremare…

solo questo mi rimane?

Reagire è ormai impossibile…

in bilico nell’infinito…

lanciarmi o lasciar stare?

Apro le braccia…

gli occhi si chiudono…

mi sporgo…

forse, ho imparato a volare!

Categories: poesie